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giovedì 8 ottobre 2015

SWATCH


Guardo ancora l’ora sul quadrante dello swatch, 
darle un altro quarto d’ora o andare via
gente usciva a branchi dalle scale del metrò 
ma in quei visi in fuga lui cercava quello suo:
l’unica cosa che potesse darle un senso al freddo e al giorno e a quell'inverno…

bella e accesa in viso d’improvviso lei arrivò
come fosse apparsa per magia
e radiosa spense ogni protesta e lo baciò
e abbracciati andarono parlando tutti e due
di amici e dischi e di vacanze di Natale...

Io mi sentì quasi male guardandoli andare
ed invidiai il loro incontro, quel tutto da fare
tutto quel tempo davanti, quel loro sperare
e l’incoscienza orgogliosa della loro età.

E mi venne in mente come un pugno quando anch'io
aspettavo appeso a un angolo una lei
e quando arrivava mi sentivo come un Dio
e abbracciati e persi si parlava tutti e due
uno sull'altro degli esami e di Natale
e di un poeta geniale e di un film sperimentale
e ci sembrava che niente potesse finire
come se il tempo davanti dovesse durare
fino alla linea incosciente della nostra età…
Che ho perduta, che mi è scivolata
che cosa fai ora ragazza abbracciata?
A me, ai dogmi andati, a una strada bagnata
diversa e la stessa della loro età…

E mi trovai a camminare nel freddo invernale
e mi rinchiusi alla gola un giaccone normale
e poi tirai su le spalle e ghignai sul Natale
giocando col bene e il male che sai in ogni età …

…Età che deve andare ma lascia che cammini
l’età deve passare ma lascia che sconfini
poi tiro su le spalle e ghigno sul natale
e gioco col bene e il male che so in ogni età …


mercoledì 9 ottobre 2013

Conversazione onirica sopra un Oceano, tra un Amico e un Tentativo

Pablo Picasso-  Chitarra e Mandolino
-Sei Felice?

-Non lo so. Sono felice?

-Dovresti esserlo.

-Dovrei?

-Si, dovresti. Hai anche una chitarra.

-E' vecchia, in più, non riuscirò mai a stare dietro alle tue note. Guarda lui come suona. Guarda come segue le tue note. Io credo di non essere portato. Io non so suonare.

- Tu sei migliore di lui. Tu diventerai più bravo.

- E' impossibile.

- Tu stai qui tutti i giorni, ci guardi suonare queste quattro canzoni con gli occhi spalancati pieni di curiosità, con la voglia di apprendere. Tu hai la passione. Ecco, lui non ha tutta questa curiosità.

-Dici?

-Non smettere mai di suonare. Non perdere il tempo. Debbano volerci 50 anni, tu non smettere mai. Fai così nella vita. Fai così nelle piccole cose.

-Non Smetterò.

-Pensa sempre a quei piccoli attimi in cui ti sei divertito, in cui hai appreso quelle piccole cose che un giorno potranno servirti.

-Adesso è tardi, me ne torno a casa. Penserò a quegli attimi in cui dicevi che ero bravo e mi facevi suonare, quando tutti intorno mi prendevano in giro. Ci vediamo alla prossima.

-Sicuramente!Addio Chitarrista. Goditi i tuoi attimi felici.

-Che strano io non mi sento un chitarrista. Dove sei? Non ti vedo. Dobbiamo suonare, dove sei?


...Non lo vedo.
Adesso ho lasciato alle spalle l'oceano, con i piedi ben saldi a terra, cerco di scorgere oltre gli alberi per scorgere di nuovo la sua figura. Vedo solo la nebbia che sale, è sempre più densa ...non so cosa fare.
...Chiudo gli occhi un secondo, li riapro, ed ecco il sole apparire, bello e maestoso come sempre.
Ora mi sento più sereno. Con il tuo aiuto posso tornare a sognare, posso tornare alla mia curiosità.

Credo che non aspetterò più quegli attimi felici. Cercherò di afferrarli e consumarli finché sono vivi, non importa se da poeta o da sconfitto.

Prima di svegliarmi devo correre verso la cima più alta. Riesco a raggiungerla e anche se non so dove sei, anche se non riesco a vederti, urlo con voce di gola : "Addio."



sabato 20 ottobre 2012

Un Altro Giorno è Andato

  Salvador Dalí La persistenza della memoria

"...A proposito del tempo, la mia vita giacché continua, è un fiume di tentativi e di speranze..."

Preso dall'ansia di non farcela, sedeva in un angolo di casa a meditare sul passato e sul futuro. Sembrava dimenticare il presente, capace di viverlo solo quando non era più tale, come se qualunque cosa accadesse non fosse importante in quel  preciso momento.



Pensava, pensava a come emanciparsi l'indomani, a sdoppiarsi da sé stesso e a rendersi la persona che voleva difatto essere, se solo avesse avuto il coraggio di allontanarsi da quello stato di inerzia apparente.   Fare il lavoro perfetto, cominciare a rendersi indipendente,  riordinare la sua vita esattamente come avrebbe dovuto riordinare gli angoli della propria stanza e tutta quella vecchia tappezzeria, come se anche la sedia dovesse riacquistare la sua naturale funzione e abbandonare quella, ormai quotidiana, di appendiabiti.  Riprendere in mano quel libro impolverato, proposito abbandonato ormai da troppo tempo, leggerlo come per la prima volta. Non poteva abbandonare quel libro, l'autore sarebbe stato il suo scrittore preferito, la sua possibile guida. Era importante finire quel libro, un viaggio, una storia come quella che avrebbe voluto vivere.
Dare un senso alla sua inconsistenza, un volto alla sua identità.
Lui non sapeva che quello scrittore, morì non ancora cinquantenne di cirrosi, non sapeva che fu un alcolizzato solo e disperato, il suo idolo.